Esiti di un trauma: l’ipnosi clinica aiuta a ricomporre la trama spezzata

Per dissociazione si intende una modificazione improvvisa o graduale, temporanea o cronica, delle normali funzioni integrative della persona.

Se durante il corso dell’infanzia interviene un trauma, ecco che le capacità integrative del bambino vengono messe a repentaglio e avviene quel che chiamiamo fenomeno dissociativo. Il fenomeno dissociativo reiterato potrà, in accordo con l’eventuale presenza di ulteriori fattori di rischio concomitanti, strutturarsi nella vita adulta del soggetto come disturbo dissociativo vero e proprio.

I fenomeni dissociativi sono stati oggetto di approfondimento e analisi per anni da parte di diversi studiosi.  Ad esempio esperimenti di “scrittura automatica” già iniziati a fine ‘800, in pazienti affetti da disturbi dossociativi,  hanno messo in evidenza una rottura dell’ego e della simultanea presenza in una stessa persona di due pensieri, due volontà, due distinte azioni, una delle quali cosciente e l’altra di cui il soggetto non è consapevole, che egli ascrive ad un essere invisibile.  Altri studiosi hanno nel tempo osservato come i processi dissociativi potessero riguardare l’intero organismo, trovando espressione nei disturbi somatici (perdita delle sensazioni, dei movimenti, delle parole, della visione e dell’ascolto) così come nei disturbi della coscienzadella memoria e dell’identità.

La dissociazione riguarda fondamentalmente il distogliersi da alcuni aspetti dell’ambiente, presumibilmente in modo non voluto, ed ha una funzione adattativa in quanto consente ad una persona di non essere sopraffatta nell’impatto con il trauma.

Se un soggetto sperimenta un pericolo la risposta immediata è l’allarme, associato con l’iperattivazione del sistema nervoso autonomo simpatico, che prepara il corpo alle reazioni di fuga o di combattimento e lo fa senza “badare a spese”. Infatti sotto la sua azione l’organismo consuma molta energia: il battito cardiaco accelera (in modo che ai muscoli arrivi più ossigeno), la pressione del sangue aumenta e i polmoni fanno passare più aria.

Se il pericolo a cui si è esposti continua per lungo tempo, tuttavia, un’alta attivazione prolungata del sistema nervoso simpatico diventa difficile da sopportare. Il soggetto può allora entrare in uno stato dissociativo: la reazione comportamentale è di congelamento. I bambini, il più delle volte, sperimentano da subito stati dissociativi quando messi di fronte ad una minaccia. Il bambino infatti nell’essere esposto frequentemente e continuativamente ad una medesima minaccia, acquisisce una rete neurale sensibilizzata; una volta che si sia verificata una sensibilizzazione, è sufficiente una stimolazione minore per evocare stati dissociativi. Dunque se è entrato ripetutamente in stati dissociativi, potrà capitargli di entrarvi anche in condizioni di lieve stress.

Il fanciullo di oggi non è altro che l’adulto di domani, quindi non risulta complicato intuire quali siano le sorti di un bimbo ripetutamente esposto a stimoli traumatici e al contempo non venga prontamente incanalato in un percorso terapeutico idoneo. Diverrà con una certa probabilità un adulto inabile in alcune aree della vita. Queste aree dipenderanno dal tipo di trauma subìto.

E’ interessante quanto emerso da recenti studi di Ipnosi Clinica Sperimentale, i quali hanno mostrato come il contenuto traumatico non sempre sia da riferirsi ad eventi atroci. Spesso infatti si tratta di piccoli eventi apparentemente di poco conto, ma che nella psiche del bambino vengono vissuti come mortificanti . Il “neglect” (il vissuto di trascuratezza) sembrerebbe infatti uno dei principali fattori capaci di indurre fenomeni dissociativi nel bambino i quali, nel caso i cui non si intervenga per tempo, andranno a far parte del bagaglio emotivo e fisico dell’adulto che verrà.                                                                          

Ma vediamo in che modo l’Ipnosi  risulta utile nel miglioramento o risoluzione di queste problematiche.

L’ Ipnosi Clinica Ericksoniana,  grazie all’utilizzo della Metafora Integrativa, rende possibili vari tipi e livelli di “integrazione” nella persona che chiede aiuto.

Esistono infatti vari tipi di integrazione possibili, ottenibili nell’ambito di una Psicoterapia Ipnotica .

Questi sono:

  • Integrazione Conscio-Inconscio

Integrare a livello inconscio un nuovo punto di vista su una data esperienza vissuta in passato, in modo tale che il precedente apprendimento inconsapevole non soffochi più le esperienze che il soggetto vive nel presente. Acquisendo il soggetto, a livello inconscio, una nuova prospettiva sull’esperienza passata, potrà quindi simultaneamente mutare la lente attraverso cui si filtrano gli eventi odierni.

  • Integrazione Mente-Corpo

L’atteggiamento del corpo del soggetto dona importanti chiavi di lettura metaforica del nucleo problematico che porta in terapia; chiamiamo queste “body memories”, su cui è possibile costruire metafore al fine di integrarne il significato a livello della mente del soggetto, in modo che quest’ultimo ne divenga consapevole.

  • Integrazione Bilaterale

Integrare una modalità relazionale nuova, rispetto a quella abituale derivante dello stile di attaccamento genitore-figlio appreso dal soggetto. Nel fornire un rinnovato modello relazionale è molto utile, ad esempio, “l’esperienza emotiva correttiva”, ottenibile nel corso della psicoterapia dalla costruzione di una valida alleanza terapeutica tra paziente e terapeuta.

  • Integrazione della Memoria

Integrare nella memoria del soggetto ricordi che sono stati sepolti nel suo inconscio, chiaramente nella misura in cui il rievocarli alla memoria sia utile per la persona.

  • Integrazione Narrativa

Integrare tra loro due spiegazioni (narrazioni) di un avvenimento, che sembrano scontrarsi e non potersi in alcun modo incontrare.

  • Integrazione di Stato:

Integrare lo stato dissociativo in cui si ritrova un soggetto (la parte di sé che ha scelto di separare) con gli altri stati che appartengono al suo sistema. Quelle condizioni di assenza che si verificano di tanto in tanto abitualmente in chi soffre di un particolare stato dissociativo, potranno gradualmente essere veicolate e guidate dal soggetto stesso intenzionalmente e non più subìte come momenti di completa assenza in cui si è estraniati dal resto; in cui insomma non si ha più la padronanza di se stessi e la libertà di scelta sembra sospesa.  In altre parole, l’integrazione dello stato dissociativo di cui una persona soffre permette a questa stessa di non perdere più opportunità, ma anzi di servirsi dei momenti di dissociazione per ottenere risultati, raggiungere obiettivi a lei utili. La dissociazione, così, diviene funzionale e non più disfunzionale: il veleno viene trasformato in farmaco, in risorsa.

  • Integrazione Temporale:

Integrare un tempo (passato-presente-futuro) che al paziente sia utile nel raggiungimento di un particolare obiettivo terapeutico. Ad esempio chi è solito vivere con un atteggiamento verbale e di pensiero “regressivo”, rivolto costantemente al passato oppure, al contrario, con un ansiosa aspettativa del futuro per lo più presagito come negativo, e ove questo diventi un fattore disfunzionale verso la qualità di vita del soggetto,  potrà essere “riorientato” nel tempo presente.

Ognuno dei tipi di integrazione citati può essere ottenuto con successo, in psicoterapia ipnotica, grazie ad una tecnica: l’utilizzo della Metafora Integrativa. Quest’ultima si costruisce dopo aver compreso quali siano le parti che il paziente ha dissociato. Una volta compresi unicità e significato di ciascuna parte si andrà a realizzare una metafora che rappresenti le aree prima dissociate, trovare ora nuove possibilità per interfacciarsi ed incontrarsi stabilendo così inaspettate associazioni.

Medici e psicologi negli ospedali di tutto il mondo ricorrono sempre più all’ipnosi clinica come strumento terapeutico utile nel trattamento degli esiti di un trauma, in modo da restituire dignità e libertà a chi, per anni, ha inconsapevolmente rinunciato ad un parte di sé, tenuta segregata tra le mura di una cella di isolamento all’interno di un subdolo carcere invisibile.

Estratto dell’articolo pubblicato dalla Dottoressa Alessandra Grillo sulla “ Rivista Italiana di Ipnosi Clinica e Sperimentale”  n.2  del 2018.

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